Cari Soci e Amici,
ci sono legami che il tempo non scioglie. Nascono tra i banchi di scuola, accompagnano percorsi di vita anche molto lontani e, quando ci si ritrova, restituiscono intatta l’emozione di appartenere a una stessa storia.
La scomparsa di Giampaolo Miani, allievo della storica B3 del triennio 1963–1966, ci riporta a uno di questi legami e a una giornata che ha lasciato un segno nella memoria della nostra Scuola.
Era il 26 ottobre 2013 quando i ragazzi del B3 tornarono all’Istituto, cinquant’anni dopo l’inizio del loro percorso, che li avrebbe condotti al diploma sotto la guida del Maestro Albano Mainardi. La Rassegna HOSPES custodisce l’emozione di quel ritorno: i luoghi ritrovati, le voci, i ricordi, la sensazione di respirare ancora l’aria di allora. «Vi auguro di vivere un’emozione del genere un giorno, ragazzi», disse uno di loro agli studenti impegnati nell’accoglienza.
In quelle parole c’è molto di ciò che, come HOSPES, desideriamo custodire e trasmettere: una Scuola che continua a unire le persone ben oltre gli anni trascorsi nelle sue aule.
Giampaolo aveva contribuito in modo decisivo, insieme a Paolo Moizo, a ritrovare i compagni e a riannodare i fili di quelle amicizie. Anche per questo desideriamo ricordarlo attraverso la storia della sua B3: un gruppo capace di portare con sé, lungo una vita, il senso di appartenenza alla Scuola di Stresa.
Alle parole di HOSPES desideriamo affiancare quelle di una sua compagna di scuola, da sempre vicina alla nostra Associazione. È una testimonianza preziosa, che ci restituisce Giampaolo attraverso l’affetto, la consuetudine e i ricordi di chi ha condiviso con lui gli anni della formazione e un’amicizia duratura.
Il ricordo di una compagna di scuola
Aprendo un immaginario “Registro di Classe” B3 63/66, con animo ancora incredulo e affranto, dobbiamo tristemente tracciare una riga scura sul nome di Giampaolo Miani. Sì, il nostro amico Giampy, ex allievo, risulta ormai fra i tanti del Gruppo che non rispondono più all’appello.
Di origine friulana, ne portava la tempra: volitiva, lungimirante, coriacea, combattiva. Dall’eloquio nutrito dalla sua passione per la lettura, sapeva essere serio e ciarliero, burlone e intransigente. Ed è merito suo, e di Paolo Moizo, se dopo 40 anni di diaspora il Gruppo B3/66 si è ritrovato, rimanendo sempre fortemente coeso.
Triennio Amministrazione, inizio ottobre 1963 – termine maggio 1966: che ci si creda o no, dopo la cerimonia di congedo nella Biblioteca dell’Istituto, ce ne siamo andati quasi senza salutarci, tanto eravamo ansiosi, dopo quei 5 gradini, di andare incontro al mondo: giovani puledri scalpitanti, sciolti i serragli di una Scuola tanto rigida quanto formativa, volevamo immergerci nella vita, ognuno per la sua strada.
E Giampaolo, dopo un inizio in ambito alberghiero, self-made man, ha percorso una carriera nella finanza elvetica diventando uno dei più apprezzati Bank Trader.
Se n’è andato in sordina, inaspettatamente e rapidamente, lasciando sbigottiti noi che, ad uno ad uno, avevamo avuto il dono di aver condiviso con lui l’ultimo tratto di vita.
Ancora risuona nella nostra mente la sua voce: eravamo tutti in frequente contatto telefonico, ci aveva chiamati nei giorni precedenti, si condividevano ansie e acciacchi della nostra non più verde età. Nulla che lasciasse trasparire il tragico epilogo. La nera Signora lo ha colto in modo repentino, veloce, impetuosa, assistito dalla moglie Ruth che ha condiviso il suo fragile cammino di salute.
La tristezza si stempera quando riaffiorano i ricordi spensierati della nostra gioventù all’Alberghiera: ora siamo classificati Boomer noi che, parafrasando il “Geghegè” della Pavone, cantavamo di lui “Abbiamo un Ruf”, non in senso losco e meschino, ma intendendo un “secchione, apprezzato, degno di stima di compagni e superiori”.
Ciao Giampaolo, sei nella grande Luce e, se si faranno verità le parole del Risorto, ci ritroveremo tutti insieme lassù dove è pace eterna.
Alla moglie Ruth, ai familiari e agli amici del B3 giunga la vicinanza affettuosa di HOSPES. Con loro custodiamo il ricordo di Giampaolo e di quel legame tenace che lo ha unito ai suoi compagni e alla sua Scuola.
Le fotografie che accompagnano queste parole ci riportano alla gioia di quel ritrovarsi. Riguardandole, il pensiero va anche ad Alberto Gozzi, Paolo Moizo, Daniele Preda e Giovanni Rottoli, Soci e Amici che hanno lasciato troppo presto la nostra grande Famiglia. e che ritroviamo in quelle immagini, partecipi di una giornata felice. A ciascuno ci uniscono ricordi diversi, tutti custoditi con lo stesso affetto e la stessa gratitudine.
Quelle fotografie conservano così un valore ancora più prezioso: ci restituiscono volti, sorrisi e momenti condivisi con persone che continuano ad avere un posto nella nostra storia e nel nostro cuore.
Tra loro c’è oggi anche Giampaolo, per sempre uno dei ragazzi del B3.














