La IV edizione del Premio Nazionale Alberto Gozzi – Le Alte Mete si conclude nei luoghi dell’ultimo incarico del Maestro. Per i vincitori un’eccezionale visita al Palazzo e alla Cucina Grande, dove il Cav. Alberto Gozzi aveva lasciato il segno.
Roma, 18 settembre 2026 – Una giornata nel segno della memoria, della formazione e dell’ospitalità. È quella vissuta oggi da una delegazione di HOSPES – Centro per gli Studi Turistici Alberghieri e per lo sviluppo dell’Istituto “Erminio Maggia” di Stresa, accolta al Palazzo del Quirinale in occasione della premiazione della IV edizione del Premio Nazionale Alberto Gozzi – Le Alte Mete.
A rappresentare HOSPES il Presidente prof. Riccardo Fava Camillo e i Consiglieri prof. Roberto Abbondio, prof.ssa Silvia D’Ilario e prof. Franco Filippini. Con loro il Presidente Nazionale di AMIRA Claudio Recchia, Antonio Dal Farra e Cesare Marchesin de “Les Copains de La Baule”, i quattro giovani vincitori del concorso – con i loro accompagnatori – e Ornella Gozzi, nipote del Professor Alberto Gozzi, accompagnata dal marito Michele.
La giornata ha avuto un significato particolarmente intenso perché il Premio è tornato proprio nel luogo nel quale Alberto Gozzi ha ricoperto uno degli incarichi più prestigiosi della sua lunga carriera: quello di Sovrintendente alle attività dei Settori Tavola e Cucina della Presidenza della Repubblica, al servizio dei Presidenti Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.
Il Prof. Alberto Gozzi nasce a Ghemme il 29 aprile 1939, in una famiglia legata alla ristorazione. È il padre a introdurlo alla professione e a indirizzarlo verso la scuola alberghiera. A soli sedici anni arriva all’Istituto Alberghiero “Erminio Maggia” di Stresa, dove incontra il professor Albano Mainardi, suo grande Maestro.
Nel 1957, terminati gli studi, inizia la sua lunga esperienza professionale all’estero al Grand Hotel Royal di La Baule, dove cresce rapidamente fino a ricoprire, a soli vent’anni, l’incarico di secondo Maître d’Hôtel e, l’anno successivo, quello di primo Maître d’Hôtel. Seguono esperienze in Svizzera, Germania, Inghilterra e sulle navi della Home Lines, nelle crociere tra Nord America, Caraibi e Sud America.
Nel 1964 torna alla “Scuola di Stresa” come Maître Istruttore. Dopo le esperienze alla direzione del Ristorante Majestic di Cannes e del Ristorante Villa Tesoriera di Torino, nel 1969 rientra definitivamente a Stresa, dove assume importanti responsabilità nei servizi di ristorazione e nell’insegnamento della sala.
Docente e formatore di generazioni di professionisti, Alberto Gozzi affianca all’insegnamento una lunga attività di consulenza nel settore della ristorazione, collaborando, tra gli altri, con Costa Crociere e Autogrill.
Alla sua attività professionale si affianca una profonda passione per la cultura dell’arte dell’ospitalità e per il mondo della tavola. Nasce così una lunga e proficua collaborazione con Alessi S.p.A., che lo vede impegnato in numerosi progetti, tra cui La Cintura di Orione, realizzata insieme ad Alberto Alessi, e La Cubica di Aldo Rossi.
All’apice della carriera arriva al Palazzo del Quirinale, chiamato nel 1993 dal Presidente Oscar Luigi Scalfaro a ricoprire l’incarico di Sovrintendente alle attività dei Settori Tavola e Cucina. Il suo servizio prosegue con i Presidenti Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano.
È proprio al Quirinale che il Cavaliere lascia una delle sue impronte professionali più significative, contribuendo anche alla riorganizzazione della Cucina Grande del Palazzo, ristrutturata secondo criteri moderni e lungimiranti.
Ma il suo lascito più importante rimane quello umano e formativo. A generazioni di studenti e professionisti ha trasmesso non soltanto competenze, ma soprattutto l’amore per il proprio lavoro e la convinzione che non ci si debba accontentare di raggiungere un obiettivo, ma occorra sempre guardare oltre: verso le Alte Mete.
Il Prof. Alberto Gozzi ha ricoperto la carica di Presidente HOSPES dal 2011 al 2017 e proprio le “Alte Mete” sono diventate un progetto dell’Associazione rivolto ai giovani talentuosi e ambiziosi che intendono costruire il proprio futuro nell’hôtellerie e nella ristorazione.
Nato per mantenere viva la memoria del Maestro e trasformarla in un’opportunità concreta per i giovani, il Premio Nazionale Alberto Gozzi – Le Alte Mete è giunto nel 2026 alla sua quarta edizione.
Promosso da HOSPES e A.M.I.R.A. – Associazione Maîtres Italiani Ristoranti e Alberghi, il concorso è rivolto agli studenti degli indirizzi di sala e vendita degli Istituti Professionali a indirizzo enogastronomico e dei Centri di Formazione Professionale indicati da AMIRA.
Fin dalla prima edizione, il Premio ha chiesto ai ragazzi di raccontare attraverso un video la realizzazione di una mise en place per due persone, costruita attorno a un menu capace di valorizzare la tradizione enogastronomica del proprio territorio.
Alla prima edizione parteciparono circa trenta Istituti. Nel corso delle successive edizioni il Premio ha mantenuto un costante grado di attenzione da parte delle realtà formative italiane, consolidando progressivamente la propria dimensione nazionale.
La seconda edizione ha esteso il coinvolgimento anche ai Centri di Formazione Professionale indicati da AMIRA, in virtù di proficue e durature collaborazioni, accanto agli Istituti Professionali a indirizzo enogastronomico.
La terza edizione ha arricchito il progetto con un’esperienza dedicata ai giovani vincitori e ai loro accompagnatori, che hanno avuto modo di conoscere Ghemme, paese natale del Professore, e le Cantine Rovellotti – Viticultori in Ghemme. Accolti da Paolo Rovellotti, infatti hanno potuto visitare i vigneti e successivamente le cantine situate all’interno del Ricetto di Ghemme, con degustazione finale dei vini abbinati a prodotti del territorio.
Con la quarta edizione il Premio ha raggiunto 31 scuole provenienti da 12 regioni italiane, confermando il crescente interesse per un progetto nel quale competenze tecniche, capacità espositive, immagine professionale, creatività e cultura dell’ospitalità si incontrano.
Il Premio si è così progressivamente trasformato in qualcosa di più di una competizione: un percorso di formazione, esperienza e confronto, nel quale i giovani possono misurarsi con una prova concreta e, al tempo stesso, entrare in contatto con la storia, i valori e la cultura dell’ospitalità che il nome di Gozzi rappresenta.
Anche il percorso delle quattro premiazioni ha seguito idealmente le tracce della vita del Maestro.
La prima edizione si è conclusa al Quirinale, luogo dell’ultimo grande incarico professionale di Alberto Gozzi. La seconda ha portato il Premio presso Alessi S.p.A., luogo particolarmente caro al Maestro per la lunga e proficua collaborazione professionale. La terza è tornata a Stresa, la città nella quale aveva studiato, insegnato e vissuto fino alla sua scomparsa. La quarta edizione torna oggi al Quirinale, chiudendo idealmente un cerchio.
Quirinale, Alessi, Stresa, ancora Quirinale: quattro tappe che non raccontano soltanto la storia del Premio, ma compongono idealmente il percorso professionale e umano di Alberto Gozzi.
La giornata ha offerto ai partecipanti un’esperienza del tutto particolare. La delegazione ha infatti avuto accesso non soltanto alle prestigiose sale del piano nobile, ma anche ad ambienti normalmente non aperti al pubblico, tra cui le sale situate al piano superiore e quella collocata nella parte alta del Palazzo, il torrino.
Il percorso ha permesso di ammirare alcuni degli ambienti più significativi della Residenza Presidenziale, fra le quali si citano: il Salone dei Corazzieri, la Cappella Paolina, l’Ufficio del Presidente della Repubblica, la sala del Consiglio Supremo della Difesa, la Sala del Bronzino e la Sala degli Specchi, oltre agli altri ambienti visitati nel corso del percorso.
Un’esperienza di grande valore culturale, resa ancora più significativa dal fatto che il Quirinale rappresenta uno dei luoghi centrali della storia professionale di Alberto Gozzi.
La visita si è conclusa nella “Cucina Grande” del Quirinale, luogo da cui, nei primi anni Novanta, ebbe inizio l’attività di consulente del Professor Gozzi presso la Presidenza della Repubblica. L’attuale organizzazione della cucina è infatti legata anche all’intervento del Maestro, che ne curò la ristrutturazione secondo criteri moderni e lungimiranti.
Nell’office della cucina la delegazione ha incontrato il dott. Domenico Santamaria, Sovrintendente ai Servizi di Ristorazione e d’Ospitalità, la dott.ssa Anna Maria Monorchio, Caposervizio Intendenza e Caposervizio interim dei Rapporti con la Società Civile della Presidenza della Repubblica, e numerosi componenti delle brigate di sala e di cucina.
Molti di loro hanno lavorato con il Professor Gozzi e hanno voluto condividere con gli ospiti ricordi e aneddoti del Maestro, salutando con particolare affetto il prof. Franco Filippini, che più volte gli era stato accanto proprio nelle sale del Quirinale.
È stato proprio in questo momento che è emerso, con particolare emozione, il profondo legame personale di Domenico Santamaria con Alberto Gozzi. Nel ricordare il Maestro, Santamaria ha affermato:
“È una persona alla quale devo molto, che mi ha aiutato a raggiungere il ruolo che ricopro oggi, e vedere qui con voi il professor Franco Filippini me lo ricorda ancor più con grande emozione”.
Santamaria ha inoltre espresso il proprio apprezzamento per la finalità formativa del Premio, sottolineando quanto ritenga importante trasmettere ai giovani, insieme alle competenze professionali, il rispetto della memoria, quale parte fondamentale della loro formazione.
Al termine della visita si è svolta la premiazione della IV edizione del Premio Nazionale Alberto Gozzi – Le Alte Mete.
Primo classificato: Sofia Faiella, FORMONT di Villadossola (VB), accompagnata dal prof. Samuele Rainoldi. Per lei una borsa di studio di 500 euro, una mini-lampada flambé in rame e la Tessera AMIRA 2027.
Secondo classificato: Claudio Lanza, IPSAAT “Rocco Chinnici” di Nicolosi (CT), accompagnato dal prof. Antonino Simonte, con una borsa di studio di 300 euro.
Terzo classificato: Mattia Vannini, IPSEOA “F. Martini” di Montecatini Terme (PT), accompagnato dal prof. Daniele Valenti, con una borsa di studio di 200 euro.
Il Premio Speciale “Città di Stresa”, sponsorizzato dal Comune di Stresa e riservato agli studenti dell’Istituto “Erminio Maggia” di Stresa, è stato assegnato a Carlotta Pasini, accompagnata dalla sorella Rebecca Pasini. Per lei una borsa di studio di 400 euro, insieme alla Tessera AMIRA 2027.
Tutte le borse di studio sono state offerte da “Les Copains de La Baule”, il gruppo di professionisti che aveva condiviso con Alberto Gozzi gli anni trascorsi al Grand Hotel Royal di La Baule e che continua a sostenere il progetto nel nome del Maestro.
A tutti i concorrenti è stato inoltre consegnato lo Shaker Boston in acciaio di Alessi S.p.A., uno dei primi progetti di design curati dal Cav. Alberto Gozzi: un oggetto che diventa così anche un simbolo concreto del legame tra il Premio e la storia professionale del Maestro.
Al termine della premiazione, HOSPES ha voluto riservare una sorpresa al dott. Domenico Santamaria, esprimendo concretamente la propria gratitudine per l’accoglienza riservata alla delegazione, per l’ospitalità offerta e per il profondo legame dimostrato nei confronti della figura del Professor Alberto Gozzi.
A Santamaria sono stati consegnati un attestato di riconoscenza e uno Shaker Boston in acciaio di Alessi S.p.A., scelto come simbolico omaggio per il suo legame con la storia e l’eredità professionale del Maestro. Un gesto che ha voluto riconoscere non soltanto l’ospitalità ricevuta, ma anche la sensibilità con cui Santamaria ha saputo custodire e raccontare la memoria di Alberto Gozzi.
La dott.ssa Anna Maria Monorchio, particolarmente entusiasta del progetto e della giornata vissuta insieme, ha infine invitato nuovamente HOSPES al Quirinale, dando appuntamento all’Associazione fra tre anni.
Una giornata di ospitalità, formazione e memoria, nella quale il passato ha incontrato il futuro. Nel luogo in cui Alberto Gozzi aveva raggiunto una delle vette più alte della propria carriera, quattro giovani hanno ricevuto il riconoscimento per il loro talento.
Perché le Alte Mete, per HOSPES, non sono soltanto un traguardo: sono una strada da indicare alle nuove generazioni.














